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Mostra a Faido
Visti dal largo
Immagini di un periodo sospeso

Visti dal largo è anche il titolo della rubrica che mi ospita su Naufraghi/e (www.naufraghi.ch) un blog di informazione indipendente che ha visto la luce recentemente in Ticino.
La serie di fotografie che presento nasce quando, scoppiata la pandemia, ho immaginato di fermare questo periodo particolare che ha sconvolto il nostro modo di vivere ma il cui ricordo, come spesso capita, ho immaginato sarebbe sbiadito con il passare del tempo. Di sicuro non io, ma credo nessuno di noi, avrebbe allora pensato a per quanto tempo questa pandemia ci avrebbe accompagnato.
Le immagini esposte abbracciano un periodo che va da marzo 2020 a giugno 2021.
In questo lasso di tempo siamo passati da indicazioni di distanziamento (le mascherine non sono necessarie) alle mascherine obbligatorie. Dai Lockdown alle chiusure mirate (ristoranti e bar ad esempio). Poi le prime aperture, terrazze, palestre, teatri, eventi…
Soprattutto all’inizio si è molto parlato, giustamente, del personale sanitario ma una minore attenzione ritengo sia stata dedicata a chi lavora negli istituti sociali (istituti per invalidi ad esempio) ecco che allora ho incontrato un’équipe di operatori  che ha continuato a svolgere il proprio lavoro con responsabilità e paura. Paura per i propri ospiti, per sé stessi e per le loro famiglie.
Alcuni scatti riguardano anche un piccolo progetto di aiuto allo studio gestito da docenti in pensione o comunque non più attivi nella scuola pubblica. Progetto che, parallelamente alla scuola ha continuato a offrire (nel rispetto delle indicazioni sanitarie) a bambini e ragazzi del loro quartiere uno spazio di studio assistito. E poi le vaccinazioni. Dapprima una corsa al vaccino e poi un rallentamento, con posizioni diverse a riguardo che tutti conosciamo.
L’inizio dell’estate è stata poi anche caratterizzata dall’abbattimento dell’ex macello a Lugano, lo stabile che ospitava il centro autogestito, e alle manifestazioni in reazione a questa azione.
Gli ultimi scatti riguardano ambienti che saranno famigliari a chi li osserva. Un’immagine vuole ricordare la fortuna di ha potuto passare anche i periodi con le maggiori limitazioni in mezzo alla natura e altre di come anche le funzioni religiose siano toccate dalle misure sanitarie.
Come potete vedere le fotografie sono accompagnate da titoli di giornale che aiutano a contestualizzare le varie fotografie. A questo proposito devo ringraziare la Redazione de La Regione che mi ha permesso di accedere agli archivi e mi ha aiutato e sostenuto nella ricerca.
Grazie e buona visione.